La carta è sicuramente uno dei miei materiali preferiti. Mi piace il fatto che abbia consistenze ed usi così diversi: dall’impalpabile, fragile velina, alla robusta e grezza carta da pacco; mi piace il tocco asciutto, quasi ruvido dei fogli da disegno, così come la morbida carezza della carta di riso, adoro il profumo del libro appena comprato così come l’odore intenso dei vecchi sussidiari anni 50 della mia nonna maestra. Esiste perfino un colore ad essa dedicato: il “carta da zucchero”, una particolare tonalità di azzurro che deve il suo nome all’involucro nel quale veniva venduto a peso, lo zucchero appunto, fino alla metà del novecento.

Brevi cenni storici: la carta arriva in Italia e in Europa solo nel XII secolo portata, con ogni probabilità dagli Arabi e nel 1268 nasce la prima cartiera a Fabriano, piccolo centro delle Marche. I cartai italiani furono da subito molto abili nella lavorazione di questo nuovo materiale, tanto da perfezionarne la produzione meccanizzando alcuni passaggi. In questo modo riuscirono ad accorciare i tempi di produzione ed ottenere una materia prima migliore. Crearono inoltre vari formati ed introdussero per primi un particolare tipo di lavorazione: la filigranatura dei fogli, sconosciuta ad Arabi e Cinesi. Questa tecnica consentiva di avere delle decorazioni visibili in trasparenza e veniva utilizzata soprattutto per personalizzare i fogli con stemmi araldici, ecclesiastici o di corporazioni. Sarò un po’ di parte, ma quando gli italiani si mettono d’impegno, non ce n’è per nessuno: per ben due secoli le cartiere italiane furono, infatti, le uniche in Europa, in seguito nacquero anche in Francia, Germania e Olanda, ma la carta italiana rimase la migliore per qualità ed economicità. Ancora oggi le nostre cartiere sono le più apprezzate e ricercate proprio per l’altissima qualità sia della carta vergine che di quella riciclata.
Ma come si ottiene questo materiale così versatile? La carta viene ottenuta dalla cellulosa proveniente dal legno di latifoglie o conifere, ciò significa che migliaia di alberi, ogni giorno, vengono abbattuti per l’approvvigionamento della materia prima. Inoltre il processo di produzione impiega enormi quantità di acqua, energia e sostanze chimiche, per non parlare dei successivi processi di stampa
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Come conciliare, quindi, ecologia e amore per l’ambiente con un materiale che, scusate il gioco di parole, sulla carta sembra essere tutto il contrario? Ebbene oggi si può. Non solo il procedimento di lavorazione della carta è cambiato, bensì tutta la filiera di produzione della cellulosa che implica, anche, l’abbattimento responsabile di alberi da foreste sostenibili (FSC®). Negli ultimi trent’anni l’industria cartaria ha fatto passi da gigante in termini di sostenibilità ambientale, arrivando a ridurre del 42% l’emissione di CO2 per tonnellata di carta prodotta. Infine anche i processi di stampa sono diventati più rispettosi dell’ambiente e sostenibili.
Ma cominciamo con ordine. Cosa significa FSC®?
L’acronimo sta per FOREST STEWARDSHIP COUNCIL®, organizzazione internazionale di cui fanno parte tutti i soggetti coinvolti nella filiera del legno: proprietari forestali, industrie del legno, popolazioni locali, organizzazioni ecologiste come WWF e Greenpeace. Questa certificazione garantisce la provenienza della materia prima da foreste nelle quali sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici con la massima tutela di risorse ambientali e diritti delle popolazioni locali. Da sottolineare che il FSC® si occupa non solo di materia prima vergine, bensì anche di carta riciclata, quindi del monitoraggio dell’intero ciclo di rilavorazione e riutilizzo.
Come mai quest’attenzione per la carta riciclata? Beh è presto detto, se la matematica non è un’opinione, i dati parlano da soli: per produrre una tonnellata di carta vergine vengono abbattuti 15 alberi, consumati fino a 440mila litri d’acqua ed utilizzati circa 7600 kilowattora di energia elettrica. Per contro, per produrre la stessa quantità di carta riciclata, nessun albero viene abbattuto, si consumano solo 1800 litri d’acqua e 2700 kilowattora di energia.
| MATERIALE | CARTA VERGINE | CARTA RICICLATA |
| ALBERI ABBATTUTI | 15 | 0 |
| ACQUA CONSUMATA | 440.00 L | 1.800 L |
| ENERGIA UTILIZZATA | 7.600 KWh | 2.700 KWh |
E non è tutto, le buone notizie, una volta tanto, non finiscono qui: infatti, grazie alla raccolta differenziata, oggi in Italia, si possono recuperare oltre 57,5 kg di carta per abitante, per un totale stimato di circa 3,5 milioni di tonnellate, che tradotto in concreto significa una riduzione del 35% dell’inquinamento delle acque, del 74% di quello atmosferico, e ben un 65% di risparmio energetico.

La carta riciclata offre un’alternativa ecologica e di ottima qualità, inoltre, in questo campo, viene fatta una continua ricerca per offrire prodotti sempre più performanti, innovativi e sostenibili. Di questo e di come sia cambiato, anche, il processo di stampa su scala industriale, ve ne parlerò nel prossimo post!